Questo progetto è nato dal desiderio di combinare la mia passione per la natura, l’autoproduzione e la curiosità di conoscere.

Francesca Guizzo
Designer in continua evoluzione con un’allegra base a Treviso, Italia.
Questo progetto è nato dal desiderio di raccogliere le mie molte passioni in un unico spazio dove potessero prendere forma e trovare espressione.
Uno spazio in cui aria aperta, manualità e scoperta potessero intrecciarsi, diventando qualcosa di utile e gratificante per me e per chi condivide questi interessi.
Ho iniziato parecchio tempo fa, creando oggetti di uso quotidiano con pochi materiali semplici: riciclando la carta, modellando l’argilla, realizzando candele naturali e producendo i miei primi saponi.
Sperimentando liberamente con l’autoproduzione, sono emerse competenze che ignoravo di avere e, col tempo, ho sviluppato un approccio più strutturato a queste attività casalinghe. Ho cominciato a viverle con maggiore consapevolezza, studiando e adottando un metodo basato sull’esperienza diretta — a tratti persino scientifico — andando oltre la sola improvvisazione artistica.
Applicando l’autoproduzione a diversi ambiti domestici, mi sono avvicinata alla cosmetica naturale, testando materie prime, formulazioni e processi di conservazione. Parallelamente, ho avviato la coltivazione di un orto organico partendo dal seme.
Per approfondire, ho frequentato la Scuola Esperienziale Itinerante di Agricoltura Biologica, dove ho appreso, grazie all’agroecologo Luca Conte, i princìpi dell’ecologia e della coltivazione sostenibile: tecniche che permettono di lavorare la terra con il minimo impatto, ottimizzando le risorse e ispirandosi a ciò che spontaneamente accade in natura.
Inoltre ogni viaggio, anche una semplice uscita fuori porta, diventa per me un’opportunità unica per immergermi in paesaggi verdi, tradizioni agricole, scoperte scientifiche ed eventi. Questi vissuti non solo arricchiscono le mie conoscenze, ma mi offrono nuove prospettive, spunti innovativi e ispirazione.
E così, la semplice pausa quotidiana per dar sfogo alla creatività è diventata un vero e proprio stile di vita. Oggi l’orto è cresciuto, la mia professione mi impegna molto e la famiglia si è allargata.
Per me, l’autoproduzione non è mai stata solo “vasetti di marmellata e bricolage”: è, e continua a essere, un percorso di indipendenza e consapevolezza. Mi ha insegnato molto sul piano pratico, ma soprattutto mi ha spronato attraverso piccoli momenti di respiro a prendermi cura di me stessa, delle persone che amo e dell’ambiente. È diventata una bussola quotidiana, aiutandomi a gestire con più equilibrio tempo, energie e sfide — da quelle del mondo contemporaneo a quelle, più intime e tangibili, di una giovane famiglia con un’attività in proprio e due bambini da crescere.
Abbiamo trasformato alcune routine domestiche in momenti di condivisione familiare, offrendoci l’opportunità di imparare attraverso la pratica, giocando con la natura e sviluppando abilità manuali. Curare il pollaio, impastare il pane o realizzare oggetti fatti a mano sono occasioni per educare alla creatività e alla responsabilità, rafforzando i legami grazie al tempo di qualità trascorso insieme.
Dalla manutenzione del giardino alla preparazione dei pasti quotidiani, dalla produzione di conserve e detergenti naturali fino ai piccoli lavori di riparazione, ogni piccolo gesto contribuisce a migliorare la qualità della nostra vita, regalando divertimento e grande soddisfazione in famiglia… mentre si spunta la lista delle mille cose da fare.
Vivere a contatto con la natura e praticare artigianato domestico non escludono l’uso della tecnologia, anzi in casa è una presenza fluida, intrecciata alle attività di ogni giorno.
Succede che nelle giornate più lente mentre il pane cuoce e il giardino si risveglia, un tablet guidi i giochi dei bambini: coding visuale, storytelling interattivo, o app che insegnano un argomento complicato attraverso il gioco. Vari microscopi ci accompagnano spesso nell’esplorazione di ciò che abbiamo raccolto nel bosco o delle fibre di un tessuto autoprodotto, trasformando ogni curiosità in meraviglia.
La sera — se e quando a noi adulti rimane un briciolo di energia per l’approfondimento — ci capita di seguire programmi online sull’arte generativa, testiamo strumenti di creazione basati su AI o ci aggiorniamo su nuove pratiche di comunicazione digitale e sostenibilità scientifica. Anche i social, se ben scelti, diventano spazi di confronto e scambio, non solo vetrine.
Per concludere questa piccola storia fatta di grandi conquiste posso dire che il “saper fare” mi ha aiutato ad accrescere autostima, benessere e organizzazione. E il risparmio economico che ne deriva si trasforma spesso nuove memorie, come un viaggio alla scoperta del mondo…









BUT è l’acronimo di Brico Urban Things, tre parole che, all’inizio di questo progetto, lo rappresentavano al meglio in modo semplice e diretto.
Ma “BUT” non è solo questo. Nel dialetto della mia zona significa “germoglio”. È un termine che richiama la crescita, il rinnovamento e la forza della natura nel suo primo stadio di vita. In inglese, invece, è una congiunzione avversativa, quel “ma” che introduce il dubbio, la domanda, lo stimolo che accende la curiosità e alimenta l’osservazione.

I contenuti di questo sito nascono da un percorso personale di studio, ricerca autonoma e approfondimento continuo, ispirato da un interesse autentico per i processi dell’apprendimento e della crescita. Le riflessioni e le argomentazioni proposte sono frutto di osservazioni dirette e di esperienze vissute nel quotidiano, in particolare nel ruolo di genitore impegnato nella comprensione e nel sostegno dei bisogni educativi dei propri figli. Ogni contenuto è elaborato con rigore, senso critico e attenzione alle fonti. L’obiettivo non è offrire risposte definitive, ma stimolare domande, condivisione e confronto su temi che toccano da vicino l’esperienza di chi accompagna bambini/e e ragazzi/e nel loro percorso di crescita.